{"id":11746,"date":"2019-01-14T12:26:14","date_gmt":"2019-01-14T10:26:14","guid":{"rendered":"http:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/?p=11746"},"modified":"2019-02-05T16:37:49","modified_gmt":"2019-02-05T14:37:49","slug":"funzione-religiosa-destinata-ai-malati-di-demenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/it\/funzione-religiosa-destinata-ai-malati-di-demenza\/","title":{"rendered":"Funzione religiosa destinata ai malati di demenza"},"content":{"rendered":"<h1><a href=\"http:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Funzione_religiosa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-11838\" src=\"http:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Funzione_religiosa.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"900\" srcset=\"https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Funzione_religiosa.jpg 1200w, https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Funzione_religiosa-768x576.jpg 768w, https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Funzione_religiosa-1030x773.jpg 1030w, https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Funzione_religiosa-705x529.jpg 705w, https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Funzione_religiosa-450x338.jpg 450w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/a><\/h1>\n<h1>Alzheimer, assistenza da migliorare<\/h1>\n<p>L\u2019Associazione Alzheimer ASAA promuove dall\u2019anno 2014 un\u2019iniziativa, che \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 importante.\u00a0 Si tratta di una funzione religiosa destinata ai malati di demenza e ai loro familiari, a chi li assiste e a tutti gli interessati del territorio che vogliano partecipare. Siccome chi \u00e8 affetto da disturbi cognitivi del tipo Alzheimer o vascolare, \u00e8 ancora a lungo capace di ricordare perfettamente le buone tradizioni imparate durante gli anni dell\u2019infanzia e della giovent\u00f9, soprattutto i canti religiosi e le preghiere, l\u2019imminente Santa Messa con la sua carica emotiva presenta la cornice ideale per rinfrescare questi ricordi in compagnia dei propri cari. L\u2019atmosfera festiva con musica, canti e preghiere sar\u00e0 una bella occasione anche per chi, di solito, \u00e8 isolato dalla malattia, relegato a casa o in casa di riposo. Il Presidente dell\u2019Associazione Alzheimer Alto Adige, Ulrich Seitz sottolinea in questo contesto, come sia toccante, incontrare la comunit\u00e0 durante una funzione religiosa destinata ai malati, che avr\u00e0 anche l\u2019obiettivo di sensibilizzare il pubblico rispetto alla delicata situazione dei malati e delle famiglie colpite. Si allega il relativo invito all\u2019evento, con la speranza di poter dare il benvenuto a tanti interessati e sostenitori del progetto fondamentale nell\u2019abbattere pregiudizi.<\/p>\n<p>Ulrich Seitz ricorda altres\u00ec la necessit\u00e0 di dover pensare urgente ad una strategia per trattare i tanti e sempre pi\u00f9 numerosi pazienti, affetti da demenza nella nostra Provincia. Chiede delle attivit\u00e0 mirate e a voler ripensare il percorso di presa in carico della persona con demenza, che ha rilevato sul territorio <strong>criticit\u00e0 organizzative,<\/strong> soprattutto nell\u2019integrazione tra medicina <strong>specialistica, <\/strong>medicina generale e <strong>servizi territoriali<\/strong>, sanitari e sociali. In particolare \u00e8 emerso che la regia dell\u2019assistenza dei pazienti con demenza passa, spesso senza continuit\u00e0, dalla specialistica (soprattutto per il percorso diagnostico-terapeutico e la gestione di eventuali disturbi del comportamento) ai servizi territoriali (per l\u2019assistenza domiciliare, semiresidenziale o residenziale).<\/p>\n<p>Seitz evidenzia una difficolt\u00e0, sempre pi\u00f9 evidente in una realt\u00e0, dove quasi il 75% dei casi colpiti \u00e8 seguito da familiari o badanti a domicilio. \u00c8 vero che iI ruolo di cura del familiare, che si assume pi\u00f9 o meno consapevolmente il compito dell\u2019assistenza al paziente demente, \u00e8 importante e muta nel corso dell\u2019intero periodo di assistenza, dall\u2019esordio delle responsabilit\u00e0 fino all\u2019istituzionalizzazione e al decesso del paziente.<\/p>\n<p>La percezione di un carico di cura eccessivo rivolto al malato viene spesso definito a livello internazionale \u2018<strong>burden<\/strong>\u2018 ed \u00e8 costituito dall\u2019insieme dei problemi fisici, psicologici o emozionali, sociali e finanziari che devono affrontare i familiari di anziani con deficit fisici o cognitivi. Pertanto, il\u00a0 \u201cburden\u201d provoca un forte <strong>stress<\/strong> e la sensazione di non riuscire a far fronte alle richieste di cura, cos\u00ec Seitz. In assenza di una preparazione adeguata si osservano frequentemente, fra i \u201ccaregiver\u201d, sintomi di <strong>depressione<\/strong> e <strong>scoraggiamento<\/strong>, fino all\u2019insorgere di <strong>patologie psichiatriche<\/strong>. Particolarmente a rischio \u00e8 il coniuge. Chi cura il coniuge demente ha il pi\u00f9 alto indice di stress rispetto a qualsiasi altra relazione assistenziale, pi\u00f9 elevato negli ultra sessantacinquenni rispetto ai pi\u00f9 giovani e, col trascorrere del tempo, spesso diventa impossibile proseguire l\u2019assistenza a domicilio per il sopravvenire, accanto alle fasi di malattia acuta del paziente, anche di fasi di malattia del familiare coinvolto. \u201cE qui dobbiamo assolutamente intervenire! \u00a0Mancano delle strategie indispensabili a riguardo\u201d, dice Seitz.<\/p>\n<p>Le persone con malattie croniche e rare e i loro familiari devono sopperire a molte carenze, utilizzando il proprio tempo e le proprie risorse economiche: concretamente per l\u2019assistenza psicologica, l\u2019acquisto di farmaci e parafarmaci, la riabilitazione a domicilio.<\/p>\n<p>A questo si aggiunge anche la burocrazia, perch\u00e9 non si snelliscono certe procedure burocratiche, come nel caso del rilascio di piani terapeutici per i farmaci o di protesi e ausili o anche dell\u2019assegno di cura. Anzi capita che anche quando la semplificazione c\u2019\u00e8, \u201cnella sua applicazione diventi strumento per restringere i diritti, come nel caso dell\u2019invalidit\u00e0 civile e dell\u2019handicap\u201d. Si segnala a livello provinciale la carenza di servizi socio-sanitari (ad esempio logopedia, riabilitazione fisica e psichiatrica, nonch\u00e9 assistenza domiciliare), e le difficolt\u00e0 di orientarsi fra i servizi, pi\u00f9 del 50% evidenzia difficolt\u00e0 in ambito lavorativo per spiegare il suo ruolo come caregiver o se diretto interessato, legate alla propria patologia, disagi nel comunicare la malattia, difficolt\u00e0 economiche. Nel rapporto con il medico, i nostri assistiti\/soci, ricorda Seitz,\u00a0 riscontrano personale specialistico con\u00a0 poco tempo a disposizione per l\u2019ascolto, di aver visto sottovalutati i propri sintomi, la poca reperibilit\u00e0 e la scarsa empatia. E, ancora: la riduzione dei posti letto ospedalieri come avvenuta recentemente negli Ospedali di Bolzano e Merano comporta che, i pazienti debbano ricoverarsi lontano dalla propria residenza o, in pi\u00f9 di un caso su tre, accontentarsi di un posto letto in un reparto non idoneo, con ulteriori problematiche nell\u2019assistenza e cura.<\/p>\n<p>Una raccomandazione ed un desiderio da parte dell\u2019Associazione Alzheimer Alto Adige consistono nel garantire in Alto Adige, di un approccio globale al paziente anziano. Va a questo proposito tenuto presente che i rapporti tra ambiente, condizione familiare e socio-economica, psiche, turbe mentali e comportamentali sono cos\u00ec stretti che una ridotta stimolazione ambientale pu\u00f2 favorire in un soggetto anziano l\u2019insorgenza di un circolo vizioso, che attraverso una riduzione del metabolismo neuronale determina la comparsa di una insufficienza cerebrale e come risultato finale conduce all\u2019isolamento e all\u2019emarginazione definitiva dell\u2019anziano. Questa riflessione \u00e8 utile anche per sottolineare come la valutazione del paziente anziano debba essere sempre globale, dal momento che il team ospedaliero competente deve interessarsi non solo dell\u2019aspetto biologico, ma anche di quello psicologico e sociale del paziente, specie se avanti negli anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Alzheimer-assistenza-da-migliorare.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-11749 alignnone\" src=\"http:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Alzheimer-assistenza-da-migliorare.jpg\" alt=\"\" width=\"1836\" height=\"2229\" srcset=\"https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Alzheimer-assistenza-da-migliorare.jpg 1836w, https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Alzheimer-assistenza-da-migliorare-768x932.jpg 768w, https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Alzheimer-assistenza-da-migliorare-848x1030.jpg 848w, https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Alzheimer-assistenza-da-migliorare-1236x1500.jpg 1236w, https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Alzheimer-assistenza-da-migliorare-581x705.jpg 581w, https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Alzheimer-assistenza-da-migliorare-450x546.jpg 450w\" sizes=\"auto, (max-width: 1836px) 100vw, 1836px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Articolo da scaricare sul Vostro computer:\u00a0<a href=\"http:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Alzheimer-assistenza-da-migliorare.pdf\">Alzheimer &#8211; assistenza da migliorare<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alzheimer, assistenza da migliorare L\u2019Associazione Alzheimer ASAA promuove dall\u2019anno 2014 un\u2019iniziativa, che \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 importante.\u00a0 Si tratta di una funzione religiosa destinata ai malati di demenza e ai loro familiari, a chi li assiste e a tutti gli interessati del territorio che vogliano partecipare. 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