{"id":13735,"date":"2020-02-10T17:37:30","date_gmt":"2020-02-10T15:37:30","guid":{"rendered":"http:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/?p=13735"},"modified":"2020-02-10T17:37:36","modified_gmt":"2020-02-10T15:37:36","slug":"corso-per-familiari-e-badanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/it\/corso-per-familiari-e-badanti\/","title":{"rendered":"Corso per familiari e badanti"},"content":{"rendered":"<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>Come prendersi cura del malato di demenza <\/strong><\/h3>\n<div id=\"attachment_13736\" style=\"width: 720px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Corso-per-familiari-e-badanti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-13736\" class=\"wp-image-13736 size-full\" src=\"http:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Corso-per-familiari-e-badanti.jpg\" alt=\"\" width=\"710\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Corso-per-familiari-e-badanti.jpg 710w, https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Corso-per-familiari-e-badanti-705x372.jpg 705w\" sizes=\"auto, (max-width: 710px) 100vw, 710px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-13736\" class=\"wp-caption-text\">Nella foto dalla sinistra alla destra Relatrice Laura Turati, Presidente CEDCOS Franco Gaggia, Corsista Antonella Diano, Relatrice Nicoletta Ferrari, Corsista Christa Frizzi, Presidente ASAA Ulrich Seitz<\/p><\/div>\n<p>In Italia gli anziani affetti da demenza sono 1 milione e 241 mila, e 70 mila i nuovi casi l\u2019anno. Secondo i dati, l\u2019incidenza \u00e8 pi\u00f9 che raddoppiata negli ultimi 10 anni. I costi di questa emergenza sanitaria e sociale, che gi\u00e0 superano in Italia i 37 miliardi di euro l\u2019anno, con il tempo diventeranno insostenibili. Sia per lo Stato, sia per chi ha un malato in casa. In Alto Adige si stimano attualmente 13 000 persone, affette da demenza. Non avendo un osservatorio nella Provincia Autonoma di Bolzano, sar\u00e0 cura dell\u2019Associazione Alzheimer Alto Adige di muoversi a livello nazionale ed implementare con le proprie forze, accompagnato da un comitato scientifico specifico e formato in materia, una piattaforma con delle rilevazioni corretti annuali, dedicate all\u2019uopo.<\/p>\n<p>L\u2019Assistenza domiciliare \u00e8 definita dall\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 come \u201cla possibilit\u00e0 di fornire presso il domicilio del paziente quei servizi e quegli strumenti che contribuiscono al mantenimento del massimo livello di benessere, salute e funzione\u201d.<\/p>\n<p>Il servizio di assistenza domiciliare persegue prioritariamente l\u2019obiettivo di mantenere il pi\u00f9 possibile le persone non autosufficienti o parzialmente non autosufficienti nel proprio ambiente domestico, in accordo con le scelte delle persone e\/o dei familiari di riferimento, valorizzando le risorse, le capacit\u00e0 e l\u2019individualit\u00e0 delle persone nell\u2019ambito di un progetto individualizzato di vita e di cure che privilegia anche, ove possibile, il mantenimento delle relazioni e la partecipazione alle attivit\u00e0 sociali della comunit\u00e0 di riferimento. Uno dei fattori emersi dalle analisi effettuate, in questi anni, sulla popolazione esaminata assistita \u00e8 la grave carenza, quando non la totale mancanza di strutture a copertura ambulatoriale o emergenziale. Questo comporta per molte famiglie la necessit\u00e0 di essere gli unici sostegni al proprio familiare senza supporti strutturati nel breve (emergenze) o nel lungo tempo. Va oltremodo evitato l\u2019approccio al malato nei soli termini di salute\/malattia che sono estremamente riduttivi se non fuorvianti; occorre invece avere una visione multidimensionale della Persona stessa e dirigere gli interventi verso il mantenimento, il recupero o la scoperta delle potenzialit\u00e0 ancora presenti, se non del tutto inespresse.<\/p>\n<p>Numerose ricerche italiane ed internazionali in campo psicosociale evidenziano che l\u2019assistenza ai pazienti pu\u00f2 provocare gravi disturbi fisici e mentali sia agli operatori che ai familiari. Queste ricerche mostrano, ad esempio, che chi convive con il malato \u00e8 pi\u00f9 riluttante a chiedere aiuto, ma che ha anche pi\u00f9 probabilit\u00e0 di essere depresso rispetto ai familiari che non convivono con il paziente, tanto che i familiari conviventi sono stati definiti \u201cle vittime nascoste della demenza\u201d (Tamanza, 1998).Tra l\u2019altro, chi presta assistenza al malato \u00e8 di solito il coniuge, anche lui anziano, o un suo figlio, pi\u00f9 spesso una figlia, a sua volta in un\u2019et\u00e0 particolare: quella involutiva del climaterio, che molti studi evidenziano come la pi\u00f9 a rischio per la depressione, a sua volta ritenuta da pi\u00f9 parti un fattore di rischio della demenza. Queste osservazioni confermano che \u00e8 necessario sviluppare strategie preventive a salvaguardia dei familiari e quindi a beneficio delle persone malate da loro assistite, ricorda Ulrich Seitz, Presidente dell\u2019Associazione Alzheimer Alto Adige ASAA.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un secondo motivo, non meno importante, per cui vale la pena di occuparsi dei familiari: essi sono testimoni privilegiati della storia del paziente, ed hanno intrattenuto ed intrattengono con lui, per lo pi\u00f9 inconsapevolmente, una relazione di ruolo (il termine \u201cruolo\u201d si riferisce qui ad un modello di reazione psicosociale e di comportamento atteso o desiderato), da sempre caratterizzata da rispondenze reciproche. Queste \u201cconoscenze\u201d, se esplicitate e rese utilizzabili, non solo possono essere di aiuto ai familiari per padroneggiare meglio la loro difficile situazione, ma possono fornire interessanti ipotesi di ricerca per comprendere la soggettivit\u00e0 dell\u2019anziano demente ed il funzionamento del suo apparato psichico. Pertanto si verifica l\u2018assoluta necessit\u00e0 di investire nella formazione dei familiari, sottolinea Ulrich Seitz,<\/p>\n<p>La terza edizione del corso di qualificazione alle attivit\u00e0 di compagnia in favore delle persone affette da demenza \u00e8 partito a Bolzano con grande successo pochi giorni fa. Il corso in oggetto organizzato in stretta collaborazione tra l\u2019Associazione Alzheimer Alto Adige e CEDCOS, \u00e8 stato pensato per rispondere ai bisogni dei familiari, e per fornire indicazioni semplici e pratiche per la cura quotidiana del malato di Alzheimer: come comportarsi, cosa fare, dove andare, quando e a chi rivolgersi, i diritti. L\u2019esperienza indica infatti che tra la manifestazione dei primi sintomi di demenza e la diagnosi passano mediamente 2 anni e questa lunga fase di malattia grava completamente sulla famiglia. Ma anche dopo la diagnosi la maggior parte dell\u2019impegno di cura e assistenza ricade sulla famiglia che pu\u00f2 contare sull\u2019affiancamento del medico di famiglia, i servizi di cure domiciliari, i centri diurni integrati per anziani o le residenze sanitario assistenziali per anziani.<\/p>\n<p>Siamo certi che questa guida sapr\u00e0 esservi utile sia per il lavoro di cura che svolgete in casa sia per orientarvi verso il miglior utilizzo dei servizi disponibili.<\/p>\n<p>Il progetto prevede l\u2019addestramento dei partecipanti. I corsisti trovano ampio materiale di approfondimento dei contenuti discussi in aula, come \u00a0sulle tecniche di <strong>mobilizzazione<\/strong><strong>, alimentazione, igiene dell\u2019anziano, questioni infermieristiche, sul supporto psciologico e in merito agli aspetti legali. <\/strong>Al termine del corso \u2013 prosegue Seitz \u2013 il caregiver conoscer\u00e0 la rete dei Servizi Socio-Sanitari e sar\u00e0 capace di accedere alle risorse territoriali, sapr\u00e0 identificare i bisogni e le problematiche fisiche, psicologiche, assistenziali e curative del paziente, grazie a conoscenze generali di educazione alimentare, abilit\u00e0 per la cura, l\u2019igiene e il miglioramento dell\u2019ambiente abitativo per favorire indipendenza, sicurezza e qualit\u00e0 di vita dell\u2019anziano\u00bb.<\/p>\n<p>la cosiddetta terza fase \u00e8 caratterizzata da una completa dipendenza dagli altri. Le funzioni intellettive sono gravemente compromesse; compaiono difficolt\u00e0 nel camminare, rigidit\u00e0 degli arti, incontinenza sfinterica; possono verificarsi crisi epilettiche; le espressioni verbali sono ridotte a ripetizioni di parole dette da altri, o ripetizione continua di suoni o gemiti, o addirittura mutismo. Possono manifestarsi comportamenti &#8220;infantili&#8221;, come portare ogni cosa alla bocca o afferrare qualunque oggetto sia a portata di mano. Spesso il malato si riduce all&#8217;immobilit\u00e0, e la continua costrizione al letto pu\u00f2 fare insorgere piaghe da decubito, infezioni respiratorie, urinarie, sistemiche, oltre che contratture muscolari.<\/p>\n<p>Lungo tutto il decorso della malattia, ma soprattutto nelle prime due fasi, sono presenti anche sintomi cosiddetti &#8220;non cognitivi&#8221;, in varia misura e di diversa gravit\u00e0: agitazione, irrequietezza, aggressivit\u00e0, ansia, depressione, disinibizione sessuale, apatia, disturbi del sonno; inoltre possono manifestarsi alterazioni del comportamento alimentare (bulimia o anoressia) e disturbi del cammino (aumento patologico dell&#8217;attivit\u00e0 motoria). Il decorso della malattia \u00e8 molto influenzato dallo &#8220;stile di cura&#8221;, sia formale (personale) sia informale (i famigliari). La durata della fase ultima della malattia dipende in maniera drammatica dal &#8220;nursing&#8221; (igiene, alimentazione, idratazione), potendo durare anche molti anni.<\/p>\n<p>Seitz conclude: \u201cpurtroppo l\u2018Alto Adige \u00e8 ancora dopo anni senza piano provinciale delle demenze. \u00a0Per questi pazienti mancano spessp risorse e servizi di cura e assistenza adeguati. A rischio la salute psico-fisica dei familiari che li accudiscono\u201c<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come prendersi cura del malato di demenza In Italia gli anziani affetti da demenza sono 1 milione e 241 mila, e 70 mila i nuovi casi l\u2019anno. Secondo i dati, l\u2019incidenza \u00e8 pi\u00f9 che raddoppiata negli ultimi 10 anni. 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