{"id":15226,"date":"2020-09-21T11:50:18","date_gmt":"2020-09-21T09:50:18","guid":{"rendered":"http:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/?p=15226"},"modified":"2020-09-23T11:29:52","modified_gmt":"2020-09-23T09:29:52","slug":"giornata-mondiale-alzheimer-2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/it\/giornata-mondiale-alzheimer-2020\/","title":{"rendered":"Giornata Mondiale Alzheimer 2020"},"content":{"rendered":"<h2 class=\"article--header-title\">Alzheimer, cinquemila pazienti in attesa di visite specialistiche<\/h2>\n<h6><em>da Alto Adige 20\/09\/2020<\/em><\/h6>\n<p><a href=\"https:\/\/www.altoadige.it\/cronaca\/bolzano\/alzheimer-cinquemila-pazienti-in-attesa-di-visite-specialistiche-1.2431056#\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-15231\" src=\"http:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/ASAA_Alto_Adige_20200920.jpg\" alt=\"\" width=\"903\" height=\"602\" \/><\/a><\/p>\n<h4>La Giornata Internazionale. A causa del Covid. Seitz (Asaa): \u00abLe famiglie tempestano di telefonate il nostro numero verde per sapere cosa devono fare. C\u2019\u00e8 chi ha in mano impegnative di dicembre e noi non abbiamo risposte. Vanno aiutati\u00bb<\/h4>\n<p>Bolzano. \u00aboggi sono circa 5 mila &#8211; a giugno erano 4 mila &#8211; le persone con disturbi collegabili ad una forma di demenza in attesa da mesi (in media 10) di visite specialistiche. le famiglie tempestano di telefonate il nostro numero verde per sapere cosa devono fare. c\u2019\u00e8 chi ha in mano impegnative di dicembre&#8230; e non abbiamo risposte. vanno ricontattati ed aiutati. perch\u00e8 non accade?\u00bb.<\/p>\n<p>Ulrich seitz &#8211; presidente associazione alzheimer alto adige &#8211; in occasione della giornata internazionale della patologia che cade domani dice che il covid ha peggiorato una situazione gi\u00e0 al limite: \u00able attese purtroppo si sono allungate. in alto adige si stimano attualmente 13 mila persone affette da demenza. ed abbiamo malati che sommano ad alzheimer problemi cardiologici, gastrointestinali, sclerosi, parkinson ecc. c\u2019\u00e8 chi deve affrontare questioni neurologiche e riabilitative complesse, chi ha bisogno del geriatra, dello psichiatra. tutti da mesi sono in attesa di essere visitati dallo specialista&#8230; va da s\u00e8 che vedano peggiorare le loro condizioni. succede cos\u00ec che a patologia si sommi patologia e non se ne esca\u00bb. seitz dice di capire i ritardi provocati dal blocco covid \u00abma i mesi sono passati e dovremmo iniziare a vedere la luce! segnalo ritardi anche con il piano farmacologico. se un malato peggiora, i medicinali vanno ricalibrati in tempi brevi\u00bb. e la pandemia &#8211; continua il presidente &#8211; sta rallentando anche il lavoro dei team di valutazione con troppi casi ancora aperti per l\u2019assegno di cura. \u00abci sono famiglie che hanno presentato domanda di non autosufficienza a febbraio\/marzo e che non hanno ancora ottenuto risposta. non va\u00bb. destano forte preoccupazione anche i pazienti precoci tra i 45 e 65 anni che andrebbero seguiti da subito per rallentare &#8211; ove possibile &#8211; il peggioramento della malattia. \u00abl\u2019ho detto e lo ripeto. proviamo ad usare al meglio la neuroriabilitazione dell\u2019ospedale di vipiteno. tutti i malati di alzheimer vanno aiutati con la logopedia, l\u2019ergoterapia, vanno sostenuti con la terapia per la deglutizione perch\u00e8 quando i riflessi diventano anomali ed i muscoli si fanno rigidi si fatica anche a mangiare gi\u00f9 il cibo. insomma dovremmo fare sempre di pi\u00f9 e ma invece di aggiungere ho l\u2019impressione che si avanzi per sottrazione\u00bb. la sintesi \u00e8 una sola. \u00absta male il malato e tutta la famiglia. i sentimenti di frustrazione, inadeguatezza, sconforto e abbandono rischiano di prendere il sopravvento. ed attenzione perch\u00e8 alla lunga il paziente che dipende totalmente dal \u201csuo familiare\u201d rischia di sfinirlo. cos\u00ec oltre a rischiare situazioni ingestibili la sanit\u00e0 rischia di affrontare spese sempre pi\u00f9 importanti. concludo ricordando che dal 2016 siamo in attesa del piano per le demenze\u00bb.<\/p>\n<p><a class=\"article--header-author\" href=\"https:\/\/www.altoadige.it\/cronaca\/bolzano\/alzheimer-cinquemila-pazienti-in-attesa-di-visite-specialistiche-1.2431056#\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em> di Valeria Frangipane<\/em> <\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Un grande ringraziamento a Carmela Marsimilio di Greenwich su RAI, Radio Uno per l&#8217;incontro in occasione della Giornata Mondiale dell&#8217;Alzheimer<\/h6>\n<p><a href=\"http:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/20200919_ASAA_Seitz_Radio_RAI.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-15229\" src=\"http:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/20200919_ASAA_Seitz_Radio_RAI.jpg\" alt=\"\" width=\"1540\" height=\"1155\" srcset=\"https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/20200919_ASAA_Seitz_Radio_RAI.jpg 1540w, https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/20200919_ASAA_Seitz_Radio_RAI-1030x773.jpg 1030w, 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Quali i rimedi? Sono domande alle quali \u00e8 difficile rispondere. Nonostante i progressi mirabolanti della Medicina e anche della Psichiatria, il traguardo finale &#8211; cio\u00e8 quello di sconfiggerla &#8211;\u00a0 sembra ancora lontano. Intanto dalla ricerca, ormai in fase molto avanzata, sembra che sia una malattia pi\u00f9 neurologica che psichiatrica, nel senso che le sofisticate indagini strumentali in uso in questi ultimi anni hanno evidenziato alterazioni organiche in alcune zone del cervello, dove vengono immagazzinati i ricordi.\u2028Un\u2019altra cosa \u00e8 anche certa: bisogna stimolare l\u2019iniziativa, l\u2019attivit\u00e0 delle persone che ne siano state colpite, cercando &#8211; per quanto possibile &#8211; di non allontanarle dalla loro casa, dai loro affetti, dalle loro abitudini, dalle loro relazioni familiari ed extra-familiari.<\/p>\n<p>Disturbi comportamentali in aumento del\u00a0<strong>60% nei pazienti\u00a0<\/strong>che gi\u00e0 li accusavano.\u00a0<strong>Pi\u00f9 un 25% di nuovi casi a livello nazionale. Tutto questo durante il lockdown.\u00a0\u201cIrritabilit\u00e0, ansia, vagabondaggio, apatia, disturbi del sonno, deliri e allucinazioni: di tutto\u201d \u2013 spiegano esperti nazionali in campo.<\/strong>\u00a0\u201cUno studio appena uscito in una autorevole rivista scientifica e realizzato da ottantasette centri italiani per i disturbi cognitivi, tra i quali il nostro, ha campionato 5000 persone in Italia. Si riconosce esistere una stretta correlazione tra il confinamento dentro le mura domestiche imposto nel lockdown e l\u2019insorgenza di disturbi comportamentali\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_15269\" style=\"width: 623px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/20200916-Ulrich-Seitz-Helga-Rohra_kl.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-15269\" class=\"wp-image-15269 size-full\" src=\"http:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/20200916-Ulrich-Seitz-Helga-Rohra_kl.jpg\" alt=\"\" width=\"613\" height=\"848\" srcset=\"https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/20200916-Ulrich-Seitz-Helga-Rohra_kl.jpg 613w, https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/20200916-Ulrich-Seitz-Helga-Rohra_kl-510x705.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 613px) 100vw, 613px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-15269\" class=\"wp-caption-text\"><em><strong>Ulrich Seitz e Helga Rohra<\/strong>, traduttrice e scrittrice germanica, che in occasione di un reportage della RAI S\u00fcdtirol tedesca al Filmclub di Bolzano, sulla situazione dei pazienti dementi, ha raccontato il suo destino, cominciato con la diagnosi demenza a 54 anni di et\u00e0. <\/em><em>Questa serata con dibattito \u00e8 stata organizzata il 16.09.2020, per parlare della demenza e gli aiuti necessari per i familiari. <\/em><em>La relatrice, adesso si trova in una situazione molto avanzata, ha perso per mesi il linguaggio (non riusciva pi\u00f9 a parlare), ha ripreso comunque con tanta voglia di recupero e riabilitazione, anche di logopedia ed ergoterapia. Questo dimostra quanto sia indispensabile coinvolgere un team multidisciplinare nell\u2019assistenza di malati di demenza, soprattutto se sono giovani.<\/em><\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La demenza e l&#8217;Alzheimer rappresentano oggi anche in Alto Adige un&#8217;epidemia silente che preoccupa i servizi socio-sanitari, affatica le famiglie e crea, nel nostro territorio, un numero importante di persone che convivono con questa malattia.<br \/>\nIn Italia gli anziani affetti da demenza sono 1 milione e 241 mila, e 70 mila i nuovi casi l\u2019anno. Secondo i dati, l\u2019incidenza \u00e8 pi\u00f9 che raddoppiata negli ultimi 10 anni. I costi di questa emergenza sanitaria e sociale, che gi\u00e0 superano in Italia i 37 miliardi di euro l\u2019anno, con il tempo diventeranno insostenibili. Sia per lo Stato, sia per chi ha un malato in casa. In Alto Adige si stimano attualmente 13 000 persone, affette da demenza. Non avendo un osservatorio nella Provincia Autonoma di Bolzano, sar\u00e0 cura dell\u2019Associazione Alzheimer Alto Adige di muoversi a livello nazionale ed implementare con le proprie forze, accompagnato da un comitato scientifico specifico e formato in materia, una piattaforma con delle rilevazioni corretti annuali, dedicate all\u2019uopo.<br \/>\nNumerose ricerche italiane ed internazionali in campo psicosociale evidenziano che l\u2019assistenza ai pazienti pu\u00f2 provocare gravi disturbi fisici e mentali sia agli operatori che ai familiari. Queste ricerche mostrano, ad esempio, che chi convive con il malato \u00e8 pi\u00f9 riluttante a chiedere aiuto, ma che ha anche pi\u00f9 probabilit\u00e0 di essere depresso rispetto ai familiari che non convivono con il paziente, tanto che i familiari conviventi sono stati definiti \u201cle vittime nascoste della demenza\u201d. Tra l\u2019altro, chi presta assistenza al malato \u00e8 di solito il coniuge, anche lui anziano, o un suo figlio, pi\u00f9 spesso una figlia, a sua volta in un\u2019et\u00e0 particolare: quella involutiva del climaterio, che molti studi evidenziano come la pi\u00f9 a rischio per la depressione, a sua volta ritenuta da pi\u00f9 parti un fattore di rischio della demenza. Queste osservazioni confermano che \u00e8 necessario sviluppare strategie preventive a salvaguardia dei familiari e quindi a beneficio delle persone malate da loro assistite, ricorda Ulrich Seitz, Presidente dell\u2019Associazione Alzheimer Alto Adige ASAA.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un secondo motivo, non meno importante, per cui vale la pena di occuparsi dei familiari: essi sono testimoni privilegiati della storia del paziente, ed hanno intrattenuto ed intrattengono con lui, per lo pi\u00f9 inconsapevolmente, una relazione di ruolo (il termine \u201cruolo\u201d si riferisce qui ad un modello di reazione psicosociale e di comportamento atteso o desiderato), da sempre caratterizzata da rispondenze reciproche. Queste \u201cconoscenze\u201d, se esplicitate e rese utilizzabili, non solo possono essere di aiuto ai familiari per padroneggiare meglio la loro difficile situazione, ma possono fornire interessanti ipotesi di ricerca per comprendere la soggettivit\u00e0 dell\u2019anziano demente ed il funzionamento del suo apparato psichico. Pertanto si verifica l\u2018assoluta necessit\u00e0 di investire nella formazione dei familiari, sottolinea Ulrich Seitz.<\/p>\n<p><strong>Proposta nuova concreta per il gruppo auto-mutuo-aiuto:<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;Associazione Alzheimer Alto Adige ha scelto anche di essere promotore di diverse iniziative del Sente-mente\u00aeModello che realizzer\u00e0 nuovamente, dopo il successo dell\u2019anno 2019, a partire da settembre 2020, \u00a0alcuni nuvoi progetti nel territorio altoatesino.<\/p>\n<p>Il Sente-mente\u00aeProject \u00e8 un modello italiano innovativo per svelare nel dolore della malattia, le opportunit\u00e0 di viverla ed \u00e8 rovolto alla creazione del ben-essere di tutte le persone coinvolte direttamente o indirettamente in questo percorso di Vita (persone che con-vivono con la demenza, familiari, operatori della Cura e della Relazione, organizzazioni, Amministrazioni Comunali, Associazioni&#8230;).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Fotografia-per-Eventi-Volantino.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-15265 alignnone\" src=\"http:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Fotografia-per-Eventi-Volantino.jpg\" alt=\"\" width=\"555\" height=\"776\" srcset=\"https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Fotografia-per-Eventi-Volantino.jpg 1467w, https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Fotografia-per-Eventi-Volantino-737x1030.jpg 737w, https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Fotografia-per-Eventi-Volantino-768x1073.jpg 768w, https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Fotografia-per-Eventi-Volantino-1099x1536.jpg 1099w, https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Fotografia-per-Eventi-Volantino-1466x2048.jpg 1466w, https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Fotografia-per-Eventi-Volantino-1073x1500.jpg 1073w, https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Fotografia-per-Eventi-Volantino-505x705.jpg 505w\" sizes=\"auto, (max-width: 555px) 100vw, 555px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Un percorso di dodici incontri in cui i familiari vivranno esperienze e si arricchiranno di semplici strumenti per andare oltre la sofferenza e agli aspetti negativi legati alla malattia, riscoprendo istanti\u00a0 scoprendo nuove possibilit\u00e0 per ritrovare la capacit\u00e0 di vivere ancora momenti di felicit\u00e0 nonostante la malattia perch\u00e8 #lavitanonfinisceconladiagnosi. Si tratteranno anche e soprattutto le conseguenze dopo il Lockdown nella Corona Pandemia. Chi si trova in difficolt\u00e0 e\/o vuole migliorare la sua situazione personale, \u00e8 molto benvenuto da noi, sottolineano l\u2019esperta Anna Gaburri e Ulrich Seitz, Presidente dell\u2019Associazione Alzheimer Alto Adige.<\/p>\n<p>Crediamo che gli incontri con la famiglia siano una importante opportunit\u00e0 per i familiari che vivono un senso di frustrante impotenza, che governa la giornata e il vivere accanto al proprio caro, ricorda Ulrich Seitz.<\/p>\n<p>Al centro dell\u2019impegno di ASAA, dice Seitz saranno gli aspetti relazionali e quelli dell\u2019utilizzazione attiva del tempo da parte della persona in difficolt\u00e0, mettendo in atto comportamenti e stimoli che, partendo dalla storia personale dell\u2019anziano, dalle sue competenze e dai suoi interessi ne conservino vigile l\u2019attenzione al mondo circonstante e il desiderio partecipativo sociale.<br \/>\nQuesto \u00e8 fondamentale, ribadisce Seitz per combattere l\u2019abbandono alla malinconia e l\u2019isolamento che portano al rapido decadimento sia mentale che fisico negli anziani, ma non solo negli anziani.<\/p>\n<p>ASAA offre un servizio molto importante: consulenza gratuita attraverso il <strong>numero verde 800660561<\/strong>, operativo tutti i giorni dalle ore 7 alle ore 22.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ulrich Seitz<br \/>\n<em>Presidente Associazione Alzheimer Alto Adige<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alzheimer, cinquemila pazienti in attesa di visite specialistiche da Alto Adige 20\/09\/2020 La Giornata Internazionale. 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