{"id":16953,"date":"2021-05-19T13:36:24","date_gmt":"2021-05-19T11:36:24","guid":{"rendered":"http:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/?p=16953"},"modified":"2021-05-19T13:38:29","modified_gmt":"2021-05-19T11:38:29","slug":"la-demenza-un-modo-di-vivere-unaltra-forma-di-vita-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/it\/la-demenza-un-modo-di-vivere-unaltra-forma-di-vita-2\/","title":{"rendered":"La demenza: un modo di vivere un&#8217;altra forma di vita"},"content":{"rendered":"<div id=\"wrap_all\">\n<div id=\"av-admin-preview\" class=\"entry-content-wrapper main_color all_colors avia-preview-scale-noscale\">\n<section class=\"av_textblock_section \">\n<div class=\"avia_textblock \">\n<p>Tratto dal materiale gentilmente messo a disposizione da<strong><em> Laura Turati, <\/em><\/strong>referente della 4\u00b0 edizione del corso di <strong>\u201cQualificazione alle Attivit\u00e0 di compagnia in favore delle persone affette da demenza\u201d<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u201cLa malattia, qualunque malattia, \u00e8 una condizione di perdita della libert\u00e0 personale<\/strong>. Questa dolorosa realt\u00e0 rende difficile accettare ogni patologia fisica, ma complica ancora di pi\u00f9 le cose quando colpisce la sfera cerebrale. Questo perch\u00e9, salvo casi traumatici, <strong>il declino graduale lascia al paziente il tempo di rendersi conto<\/strong> che il decorso della malattia \u00e8 cronico, allo stato attuale della ricerca, e quindi \u00e8 ineluttabile.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Pixabay_constant-63613_1280_Alzheimer.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-17060\" src=\"http:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Pixabay_constant-63613_1280_Alzheimer.jpg\" alt=\"\" width=\"747\" height=\"402\" srcset=\"https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Pixabay_constant-63613_1280_Alzheimer.jpg 1280w, https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Pixabay_constant-63613_1280_Alzheimer-1030x554.jpg 1030w, https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Pixabay_constant-63613_1280_Alzheimer-768x413.jpg 768w, https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Pixabay_constant-63613_1280_Alzheimer-705x379.jpg 705w\" sizes=\"auto, (max-width: 747px) 100vw, 747px\" \/><\/a><\/p>\n<p>E il risultato non \u00e8 la morte, che pure spaventa, ma \u00e8 <strong>la perdita di controllo sulla nostra vita, su noi stessi,<\/strong> su quella persona che abbiamo impiegato una vita intera a costruire nella sua veste pubblica e in quella privata, sia nei rapporti sociali che in quelli personali e familiari. \u00c8 il momento di non ritorno, dopo il quale altri decideranno per noi ogni cosa: cosa \u00e8 bene e cosa \u00e8 male, cosa possiamo o non possiamo fare, cosa dobbiamo mangiare o come possiamo trascorrere il tempo e con chi.<\/p>\n<p><strong>Cosa vogliamo noi non conter\u00e0 pi\u00f9.<\/strong><\/p>\n<p>Questa \u00e8 la condizione in cui vivono i nostri cari quando il manto scuro della demenza, qualunque tipo di demenza, comincia a proiettare la sua ombra sulla loro mente e sulla loro vita.<br \/>\n<strong>La negazione \u00e8 la prima naturale reazione,<\/strong> assieme allo sforzo per controllare i comportamenti in modo da dimostrare la falsit\u00e0 della diagnosi, cio\u00e8 per dire che loro non sono malati.<br \/>\nSi impegneranno quindi a negare di aver fatto o non fatto qualcosa, di aver dimenticato un accordo preso, un discorso fatto, un complimento ricevuto\u2026 <strong>infine negheranno anche di aver mangiato.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Pixabay_stress-111426_1920.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-17064 alignleft\" src=\"http:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Pixabay_stress-111426_1920.jpg\" alt=\"\" width=\"307\" height=\"307\" srcset=\"https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Pixabay_stress-111426_1920.jpg 425w, https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Pixabay_stress-111426_1920-80x80.jpg 80w, https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Pixabay_stress-111426_1920-36x36.jpg 36w, https:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Pixabay_stress-111426_1920-180x180.jpg 180w\" sizes=\"auto, (max-width: 307px) 100vw, 307px\" \/><\/a>Arroccarsi in questo comportamento difensivo porta loro uno stress che aggrava la malattia, perch\u00e9 <strong>anche la mente sana lavora peggio quando \u00e8 sottoposta a tensione emotiva,<\/strong> figuriamoci una mente che combatte per conservarsi attiva.<\/p>\n<p>Non ho remore a portare l\u2019esempio di mia madre, che avendo un bravo diagnosta in famiglia ha cominciato a essere curata prestissimo, quando ancora nessuno si era accorto che si stavano presentando i primi segnali. Oggi gode ancora una vita partecipe e dignitosa.<br \/>\nCi sono istituti universitari che stanno facendo ricerca per capire quali sostanze e quali eventi della vita umana concorrano a sviluppare le demenze. Sicuramente, come sempre, <strong>l\u2019insorgere della malattia avr\u00e0 cause materiali e cause immateriali, come lo stile di vita e le emozioni,<\/strong> perch\u00e9 l\u2019uomo non \u00e8 solo materia, come sta scoprendo la Medicina pi\u00f9 avanzata, che ora studia per mettere a punto terapie \u201cpersonalizzate\u201d.<\/p>\n<p>Fare prevenzione diffusa significa anche <strong>sensibilizzare le persone<\/strong> al rischio e attivare quell\u2019attenzione, quell\u2019autoaiuto che rendono l\u2019uomo il miglior medico di se stesso.<br \/>\nIl riconoscimento precoce della malattia \u00e8 <strong>complicato anche dalla condizione di vita in costante urgenza che ci siamo creati.<\/strong> Questa situazione, che definiamo stress, crea un paravento che nasconde e mistifica i primi sintomi, rinviandone dannosamente il riconoscimento.<\/p>\n<p>A questo si aggiunge <strong>il senso di colpa, lo stigma che qualunque malattia della mente ancora porta con s\u00e9.<\/strong> Ricordate quando si nominava sottovoce la parola \u201ccancro\u201d? Perch\u00e9 implicava una vergogna della malattia. Ora si parla diffusamente e utilmente di tumori, anche quelli di organi pi\u00f9 delicati come quelli riproduttivi, e la libert\u00e0 di discussione del tema ha abbattuto fino al 90% la mortalit\u00e0, perch\u00e9 si \u00e8 potuta fare prevenzione.<\/p>\n<p>Bisogna quindi <strong>affrontare anche culturalmente il problema,<\/strong> perch\u00e9 solo una parte della malattia si pu\u00f2 curare con farmaci: c\u2019\u00e8 ancora una gran parte che si pu\u00f2 curare con <strong>un\u2019attenta e consapevole terapia comportamentale.<\/strong><br \/>\nSar\u00e0 dunque fondamentale che colleghi e familiari siano portati a conoscenza consapevole della patologia che ha colpito la persona, non per farne pettegolezzo maligno ma <strong>per sapere quali comportamenti sono adatti per \u201ccurare\u201d la malattia.<\/strong><br \/>\nLa prima reazione del malato \u00e8 dunque il rifiuto, come dicevamo, che si trasforma presto in <strong>una insofferenza verso tutte le persone che cercano di aiutarlo,<\/strong> perch\u00e9 si trasformano in nemici che ostacolano la sua libert\u00e0.<br \/>\nOccorre quindi armarsi di una <strong>grandissima pazienza per sopportare le sue reazioni irritate,<\/strong> anche violente, e, d\u2019altra parte, organizzare la vita cadenzandola in modo metodico, ordinato, per evitare al massimo che la persona si trovi a fronteggiare situazioni inattese che la confonderebbero.<\/p>\n<\/div>\n<p><a href=\"http:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Pixabay_dependent-441408_1280_pazienza.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-17068\" src=\"http:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Pixabay_dependent-441408_1280_pazienza.jpg\" alt=\"\" width=\"772\" height=\"528\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"avia_textblock \">\n<p>Un errore che va invece <strong>assolutamente evitato \u00e8 emarginare il malato dalle attivit\u00e0 sia lavorative sia familiari.<\/strong> Finch\u00e9 possono, queste persone vanno stimolate, spingendole a fare tutto quello cui sono abituati, coltivando finch\u00e9 possibile anche tutte le loro passioni.<\/p>\n<p>So bene che \u00e8 <strong>un impegno enorme che non pu\u00f2 umanamente ricadere su una sola persona,<\/strong> perch\u00e9 farsi carico di tutto, dall\u2019igiene personale (occorre capire quando la persona perde interesse a tenersi in ordine e si lascia andare, abbandonandosi alla depressione prima ancora che alla demenza) alla vita sociale (farsi accompagnare a teatro, a convegni o a sagre paesane, a seconda degli interessi coltivati dal malato durante la sua vita); tutto questo richiede la collaborazione di pi\u00f9 persone che, secondo i propri impegni, si rendono disponibili a condividere con il malato una parte del loro tempo e dei loro impegni.<\/p>\n<p><strong>Cos\u00ec siamo arrivati a riassumere il carico di lavoro che abitualmente ricade su chi avr\u00e0 il compito di fare compagnia a queste persone.\u201d<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Di seguito si possono <strong>scaricare<\/strong> due <strong>preziosi documenti<\/strong> a cui potersi ispirare:<\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Accorgersi del male, rilevare i sintomi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/20210514_Presentazione-slides-demenza_Turati_01.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-16963\" src=\"http:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Documento_Icona_parte_1.png\" alt=\"\" width=\"91\" height=\"143\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>I medici a cui riferirsi<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/20210514_Presentazione-slides-demenza_Turati_02.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-16965 aligncenter\" src=\"http:\/\/archiv.alzheimer.bz.it\/wp-content\/uploads\/Documento_Icona_parte_2.png\" alt=\"\" width=\"93\" height=\"146\" \/><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tratto dal materiale gentilmente messo a disposizione da Laura Turati, referente della 4\u00b0 edizione del corso di \u201cQualificazione alle Attivit\u00e0 di compagnia in favore delle persone affette da demenza\u201d &nbsp; \u201cLa malattia, qualunque malattia, \u00e8 una condizione di perdita della libert\u00e0 personale. 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